Il progetto si propone di fornire nozioni sui disagi e sul suicidio con un percorso di formazione alle figure di base nell'abito sportivo, quali allenatori, istruttori e dirigenti sportivi. Il titolo del progetto sottolinea l’unione mente, corpo ed emozioni e promuovere la pratica sportiva per migliorare il benessere e la qualità della vita. La Fondazione Nati per Vivere Fabio e Simona Cancelloni si impegna a diffondere una corretta informazione sul tema della depressione e del suicidio, promuovendo la prevenzione attraverso eventi e incontri di formazione.
Il suicidio rappresenta una delle principali cause di morte tra gli adolescenti e i giovani adulti. I numeri parlano addirittura di quinta causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15-18 anni. I più recenti fatti di cronaca stanno portando alla luce un’anticipazione del problema già nella fascia di età intorno ai 14 anni. Nel mondo ogni anno si parla di circa 47 mila ragazzi che scelgono di suicidarsi, circa 1 adolescente ogni 11 minuti.
I principali sentimenti sperimentati dagli adolescenti sono sentimenti di tristezza, frustrazione, senso di isolamento che ovviamente sono peggiorati durante la pandemia (Dati UNICEF, agenda per l’infanzia 2022-2027, U Report). Secondo l’indagine Unicef gli adolescenti vorrebbero sentir parlare più spesso di salute mentale e benessere psicosociale dalle istituzioni (34%), dalle scuole (31%), dai familiari (7%) e dai media (7%).
Tra le linee guida consigliate dall’agenzia delle Nazioni Unite per far fronte al problema ci sono interventi di varia natura: sulle figure genitoriali, direttamente sugli adolescenti, iniziative volte a garantire i servizi di prevenzione e sostegno psicologico nei vari contesti educativi e comunitari.

Il progetto “SPORTIVA-MENTE EMOZIONATI” si propone di fornire nozioni di base sul suicidio ad allenatori, istruttori e dirigenti sportivi in una prima fase. In un upgrade successivo è possibile estendere il progetto di formazione anche ad atleti e relative famiglie. Il progetto si propone di fornire informazioni di base sugli aspetti del suicidio e della depressione in adolescenza, sugli indicatori di rischio – sociali, comportamentali – su come comportarsi in caso e gestire eventuali crisi o segnali di rischio negli adolescenti che allenano.
Il titolo del progetto sottolinea l’unione mente-corpo-emozioni: l’attività motoria, gli aspetti mentali affettivi e sociali sono infatti sfere interconnesse (Mandolesi, 2017). Lo sport è un veicolo di promozione di benessere ma anche all’interno del mondo sportivo possono presentarsi situazioni di disagio. Per questo motivo la Fondazione ha deciso di fornire un percorso di formazione alle figure che si trovano ad operare insieme a ragazze e ragazzi in ambito sportivo: imparare a riconoscere i segnali del disagio e gestirli in modo corretto è fondamentale per la prevenzione disagi più grandi in futuro. Per quanto riguarda la pratica sportiva si può dire che l’esperienza interna di ciascuno di noi influenza anche la performance oltre che la qualità della vita in generale.
Secondo il Prof. Pompili, il massimo esperto italiano in suicidologia, ciò che contraddistingue l’esperienza interna della persona suicida non è tanto un senso di depressione quanto un senso di perdita di speranza (Pompili, 2013), che porta a vedere nel gesto di togliersi la vita l’unica soluzione possibile per porre fine all’esperienza interna di sofferenza emotiva. Per implementare questo punto di vista il progetto di formazione prevede una parte teorica e di discussione e una parte esperienziale.
DESTINATARI: Allenatori, istruttori, tecnici e dirigenti sportivi. E’ previsto un upgrade successivo estendibile ai ragazzi e alle famiglie.
OBIETTIVI GENERALI:
- Suicide Awareness.
- Riduzione dello stigma sulla malattia mentale.
- Formazione di personale qualificato. Nell’ upgrade con adolescenti e familiari si prevede una formazione sulla consapevolezza e gestione delle emozioni e dinamiche relazionali.
OBIETTIVI SPECIFICI:
- Aumentare la conoscenza delle dinamiche che sottintendono la scelta suicidaria.
- Apprendere i fattori di rischio individuali e sociali negli adolescenti.
- Sviluppo di competenze comunicative efficaci sull’argomento (divulgazione e confronto sul tema).
MODALITA’:
- Focus group verbale 1h30’ circa (acquisizione di informazioni/strategie comunicative.
- Laboratorio esperienziale 1h circa (simbolizzazione dell’esperienza, lavoro sulle emozioni emerse in gruppo).
- Discussione finale 30’ circa (ridefinizione della giornata, domande eventuali).